Coronaropatia ostruttiva – La microchirurgia coronarica

Il bypass coronarico è l’intervento più frequente in Cardiochirurgia. Purtroppo più del 5% dei pazienti destinati all’intervento di bypass coronarico non è operabile. Essi sono pazienti con coronarie di piccolo calibro o con malattia diffusa ad un tratto esteso del vaso.
Da anni usiamo tecniche microchirurgiche utilizzando sistemi ottici a forte ingrandimento che ci consentono suture estremamente precise tali da non restringere il lume del vaso, causa principale di chiusura del bypass e da individuare senza errore alcuno il limite tra placca arteriosclerotica e la parete sana della coronaria.
Cosi abbiamo potuto “aprire” longitudinalmente la parete della coronaria malata, rimuovere la placca arteriosclerotica ostruttiva e ricostruire la parete con “patch” (pezza) di tessuto autologo, cioè prelevato dal paziente stesso. Con questo la coronaria è ricostruita ed il flusso di sangue è ripristinato senza l’uso di bypass.
Questa tecnica diviene obbligatoria anche quando il paziente abbia già subito bypass “tradizionali” multipli mal funzionanti e/o la malattia arteriosclerotica sia estesa perifericamente non consentendo la possibilità di inserire un bypass tradizionale.
Quindi la nostra tecnica microchirurgica ci permette di rivascolarizzare il cuore anche laddove non sono praticabili ne il bypass ne l’angioplastica.

Questa tecnica ha dato ottimi risultati anche su malati rifiutati altrove a manovre chirurgiche solite e di comune esercizio


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